La danza delle vite primordiali

l’ipnosi del movimento

l’ipnosi del movimento

“Anima mia io ti insegnai a dire oggi come se fosse un giorno o un tempo, e a danzare al di sopra di ogni qui e lì
e là la tua danza circolare.” Friedrich Nietzsche, Così parlò Zarathustra. Un libro per tutti e per nessuno (1883-1885).

La danza ipnotica delle vite primordiali è un’esperienza fisico-emotiva ricca di emozioni del cuore e di sensazioni del corpo.

Nella danza in generale, ma specialmente in questa che ti propongo e chiamo “danza ipnotica delle vite primordiali”,
il corpo, come dice Umberto Galimberti, “può inscrivere sè stesso tra la terra e il cielo ma anche tra Dio e il mondo”.

La danza, cosi afferma Nietzsche ne La gaia scienza, può trascendere tutte le figure che Platone aveva collocato in quell’aldilà del cielo chiamato “Iperuranio” o mondo delle idee.

Nel 1654 Emanuele Tesauro, con il suo cannocchiale aristotelico, ipotizza che il mondo si sia originato “nell’arte nobilissima che è la danza di cui si dice ella esser nata da principio col mondo stesso”.

Nella Bibbia il salmista loda il Signore “con timpani e danze” (Sal., 150,4) e Davide “danzava con tutte le sue forze
davanti al Signore” (2 Samuele, 6, 14).

Fabrizio Andreella nel suo libro Il corpo in sospeso, ci dice: ”La danza cura una società che tende a rimuovere ciò
che vive come malattia”. Andreella inoltre ci dice, alla fine del suo testo: “Chi non danza non sa cosa succede”.

I movimenti spontanei e naturali del corpo come mezzo per raggiungere la trance ipnotica e fare l’esperienza delle vite precedenti, erano già noti non solo nell’Europa pre-cristiana ma in tutto il mondo antico.

I moti istintivi del corpo quando vengono traslati in forma di danza, assumono funzioni e significati simbolici profondi.
La danza può essere gesto magico, celebrazione della divinità in noi, semplice spettacolo, rappresentazione
gioiosa ma anche drammatica dell’essere ma soprattutto opera d’arte che può donare sostanza e forma ai vissuti
del mondo interiore.

Nella danza il corpo diviene il luogo simbolico che accoglie e rivela la sua storia individuale.

Attraverso il movimento libero, il ritmo non controllato, la persona può ottenere una diversa e maggiore
comprensione e trasformazione di sé.

Nella danza ipnotica delle vite primordiali che ti propongo, c’è solo pura gestualità non intenzionata.

Come nella danza di Shiva ogni gesto cancella il precedente per cominciare il nuovo.

Questo ballo nel suo moto istintivo utilizza naturalmente la potenzialità espressiva e animale del corpo fisico per aprire “l’inconscio corporeo”.

L’Inconscio corporeo non è esperibile con modalità razionali o intellettuali, bisogna saper ascoltare il suo misterioso linguaggio materico.

Si tratta per te di entrare in contatto profondo con altre tue vite vissute in forma umana o pre-umana, in forma animale, vegetale o elementare.

Questa esperienza ha luogo nella semioscurità con l’ausilio di particolari e potenti sonorità evocative.

Queste sonorità contengono anche musiche e cadenze primitive; primitive perché la musica è un linguaggio originario.

È un’espressione prelinguistica, prerazionale, nasce dal grido perché l’umanità, come dice Emanuele Severino, “non si è raccolta intorno al focolare, ma intorno al grido”.

Poi la musica, sempre all’inizio della storia dell’uomo, si è sviluppata per esorcizzare il lamento, il lamento della paura.

La paura della scomparsa dei componenti del proprio gruppo tribale, dove il gruppo allora era un luogo identitario.

Il lamento come musica vocalica si trasformerà poi in musica strumentale.

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