Lo specchio delle apparizioni

Lo specchio delle apparizioni

L’ipnosi dello Psicomanteion

“La Verità era uno specchio, che cadendo dal cielo, si ruppe: ciascuno ne prese un pezzo e vedendo riflessa in esso la propria immagine, credette di possedere l’intera verità.” Mevlana Rumi, Sec. XIII.

Psicomanteion e il termine greco che indica, nella sua etimologia, “la capacita di rivelare segreti attraverso la psiche”.

Questo mi disse Silvio Raffo, poeta, saggista, drammaturgo e uno dei massimi grecisti italiani, quando gli chiesi il preciso significato del termine.

Psicomanteion era anche il nome dato ad una stanza dotata di uno specchio particolare: lo specchio delle apparizioni.

La pratica dello Psicomanteion era la forma più alta di medianità del mondo antico.

Questa prassi si svolgeva nella Grecia arcaica a Eleusi, a Epidauro e a Delfi.

A proposito di Delfi e del suo oracolo, questo ci arriva dal passato: “Ti avverto, chiunque tu sia. Oh, tu che desideri sondare gli Arcani della Natura, se non riuscirai a trovare dentro te stesso ciò che cerchi non potrai trovarlo nemmeno fuori.
Se ignori le meraviglie della tua casa, come pretendi
di trovare altre meraviglie?
In te si trova occulto il Tesoro degli Dei. Oh, uomo
conosci te stesso e conoscerai l’Universo degli Dei”.

Nel periodo della romanità antica la pratica occulta dello Psicomanteion ebbe luogo anche a Cuma, oggi sito archeologico nell’area vulcanica dei Campi Flegrei presso Napoli.

Lo Psicomanteion, che sostanzialmente agisce da potenziometro psichico, e una specie di tempietto sacro costituito da un piccolo locale cubico dalle dimensioni di circa due metri e mezzo per due metri e mezzo.

Questo ambiente aveva pareti e soffitto rigorosamente neri ed era provvisto di uno specchio circolare al centro.

In realta un tempo non veniva utilizzato un vero e proprio specchio come lo conosciamo noi, ma una semplice superficie riflettente circolare.

Una candela era posizionata dietro alla persona che seduta faceva l’esperienza.

La persona si recava in questo luogo per entrare in comunicazione profonda con l’altra dimensione.

All’interno di questo posto quasi buio lo specchio non era visibile, ma ciò che doveva apparire compariva rendendosi distinguibile con una luce propria sullo specchio.

Coloro che facevano questa esperienza potevano veder sorgere nello specchio le entità di luce, oppure le loro vite passate oppure i loro cari defunti. Raymond Moody, psichiatra e ricercatore spirituale del quale ho accennato all’inizio di questo mio libro, riscopri nel corso dei suoi studi questo straordinario mezzo di rivelazione spirituale.

Moody ricreo nella sua clinica in Alabama, negli Stati Uniti, uno Psicomanteion dove sottopose a questa esperienza circa duemila dei suoi pazienti.

Lo psichiatra riferì che una percentuale del 60% ebbe delle apparizioni di entità di luce e di vite passate e addirittura un 20% di persone entro in contatto con i propri cari defunti!

Dei defunti non si avevano solo delle semplici apparizioni visive nello specchio, si trattava invece di un completo contatto multisensoriale dove si stabiliva addirittura una relazione di vicinanza!

Questo 20% di persone aveva udito chiaramente la voce dei propri trapassati al punto di aver fatto loro delle domande e ottenuto delle risposte chiare ed esaustive.

Esistono ragioni e soprattutto testimonianze evidenti per non considerare questi fenomeni pure e semplici allucinazioni, oppure proiezioni mentali di desideri inconsci.

Tutti i pazienti di Moody hanno affermato, a scanso di equivoci, che non si trattava di illusioni, o di fantasie auto-indotte, era una vera e propria comunicazione bidirezionale e in alcuni casi si e avuto anche un contatto fisico inequivocabile!

Moody ha constatato che tutte le persone che hanno fatto l’esperienza dello Psicomanteion hanno in seguito modificato molto positivamente la loro visione della vita e sono diventate più gentili, più aperte, più amorevoli e sicuramente hanno meno timore della morte.

Lo psichiatra americano inoltre scrisse nel 1995 un libro su questo argomento e su tutte queste esperienze, dal titolo Ricongiungersi, pubblicato in Italia da Mondadori.

A tutt’oggi questo testo risulta introvabile anche all’estero.

In Italia Lorenzo Ostuni, filosofo, terapeuta, ricercatore del paranormale e autore di programmi televisivi RAI, aveva un Centro di studi esoterici a Roma chiamato la “Caverna di Platone”, un luogo che venne frequentato anche da personaggi illustri quali Federico Fellini e Vittorio Gassman.

Ostuni andò ad incontrare negli Stati Uniti Raymond Moody e al suo ritorno in Italia costruì uno Psicomanteion.

Per anni fece fare a migliaia di persone, circa ottomila, l’esperienza dello specchio delle apparizioni.

Ostuni raccolse i suoi dati statistici che furono conformi nella sostanza a quelli di Moody anche se leggermente diversi nella percentuale dei numeri.

Lorenzo racconto che il 42% delle persone che si erano sottoposte all’esperienza avevano visto e il 18% avevano parlato e avevano ricevuto risposte udibili dai loro cari defunti.

La pratica dello Psicomanteion che propongo, dato che sono un ipnologo della regressione alle vite precedenti, per me ha come obiettivo principale quello dell’esperienza delle vite passate.

Considero però con attenzione e anche con favore, quelli che io chiamo i “possibili benefici effetti collaterali” di questa pratica che sono le apparizioni degli esseri di luce, fenomeno abbastanza frequente, e i contatti con i propri cari defunti, manifestazioni queste invece molto più rare.

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