La xenoglossia è il fenomeno per cui una persona, in stato di ipnosi regressiva, parla una lingua che non ha mai imparato. In oltre trent’anni di sedute l’ho incontrato solo tre volte: qui ti racconto il caso più straordinario, quello di una donna che è sembrata essere la reincarnazione di Matteuccia da Todi, la prima strega arsa al rogo in Italia, con parole poi ritrovate negli atti originali del processo del 1428. È una delle esperienze più forti nate dall’ipnosi regressiva alle vite precedenti.
Cos’è la xenoglossia
Durante un’esperienza di ipnosi regressiva alle vite precedenti si può verificare un fenomeno molto insolito: la xenoglossia.
Xenoglossia (dal greco xénos, “straniero”, e glossa, “lingua”): la persona in stato di trance ipnotica parla in una lingua a lei del tutto sconosciuta e può anche cambiare la voce. Se è una donna parla con voce maschile e se invece è un uomo parla con una voce femminile.
I casi documentati da Ian Stevenson
Ian Stevenson, psichiatra canadese e ricercatore nel campo della reincarnazione e dell’ipnosi regressiva, studiò e approfondì scientificamente diversi casi di xenoglossia.
Nel suo libro Xenoglossy del 1974, Stevenson documentò lo studio fatto su una donna statunitense di 37 anni la quale, in ipnosi, cambiava totalmente la sua voce assumendo l’identità di un uomo. La donna si esprimeva perfettamente in svedese, una lingua che nel suo normale stato di veglia non parlava e non capiva.
Stevenson si dedicò per otto anni allo studio di questo caso e fu coadiuvato da linguisti e altri esperti che indagarono in modo scrupoloso su ogni altra spiegazione possibile del fenomeno.
Un altro caso, fra i tanti, su cui Stevenson investigò venne riportato nell’edizione del luglio 1980 del Journal of the American Society for Psychical Research. Si trattava di una donna indiana, Uttar Huddar, la quale in trance prese la personalità di una donna del Bengala Occidentale vissuta all’inizio dell’Ottocento: parlava il bengalese invece della sua lingua originale, che era il Marathi.
La xenoglossia, il “dono delle lingue”, è elencata dalla Chiesa cattolica tra i carismi, ed è compresa tra i nove citati da San Paolo (I Cor., XIV).
Un fenomeno rarissimo (e perché quasi mai siamo stati personaggi famosi)
Il fenomeno della xenoglossia in ipnosi regressiva è comunque molto, molto raro. Nella mia carriera ultratrentennale di ipnologo credo di aver condotto migliaia e migliaia di sedute, ma ho avuto solo tre casi di xenoglossia, e quello che tra poco ti illustrerò è sicuramente il più significativo.
Aggiungo, per correttezza, che la possibilità di essere la reincarnazione di qualche personaggio storico famoso non è zero ma è molto vicina ad esserlo. Se andiamo indietro nel tempo anche di un solo secolo, moltissimi di noi erano semi-analfabeti, probabilmente umili e onesti contadini. Le nostre vite passate erano socialmente minime, anche se potevano avere lo stesso una grande dignità umana.
È più probabile essere la reincarnazione di un modesto e illetterato mugnaio olandese del 1600 piuttosto che di Napoleone o di Elisabetta I Tudor! Si tratta semplicemente di calcoli statistici: il 99% dell’umanità nei secoli passati era rappresentato dal popolo minuto; le case nobiliari erano pochissime e numericamente irrilevanti.
Se coltivi la speranza di essere stato, in una vita precedente, un personaggio famoso, sappi che la probabilità è remotissima: non fare quindi affidamento su questo per riscattare una tua vita attuale di non troppo successo. Mi dispiace dirti questo, ma voglio essere sincero con te.
Il caso di Matteuccia da Todi
Nel caso che ti propongo ora abbiamo invece una clamorosa eccezione, l’unica sperimentata in tutta la mia carriera! Più che una rarità è un’esperienza che ritengo unica. Si tratta di una pensionata romana settantenne che sembra essere la reincarnazione di un vero personaggio storico: Matteuccia da Todi, la prima strega messa al rogo in Italia. Correva l’anno del Signore 1428, eravamo a Todi, il 20 marzo.
La testimonianza di Maria Patrizia
“Sono Maria Patrizia, moglie di Ugo, uno psichiatra che insieme a me ha frequentato il master in ipnosi regressiva alle vite precedenti tenuto dal Prof. Antonio Valmaggia. Il mio primo incontro con una vita precedente è avvenuto mentre guardavo, perfettamente sveglia e vigile, un filmato di una ipnosi regressiva del Prof. Valmaggia su una signora di una certa età. Mentre ascoltavo le parole pronunciate da quella signora in trance è accaduto qualcosa nella mia mente. Io stavo assistendo al processo e al rogo della prima strega in Italia. Era il 20 marzo del 1428. Eravamo a Todi. Lei era la strega Matteuccia di Francesco. Io non mi sono vista, forse ero uno spettatore, forse una seguace della bravissima e intelligentissima Matteuccia, grande conoscitrice delle proprietà curative delle erbe.
Solo quando lei ha pronunciato con voce forte e disperata la frase: ‘Assassini! Che tu sia maledetta Tode e tutto lo popolo tuo!’ mi sono sentita lì, in quella piazza. Sono rimasta molto colpita. Stupita ma non spaventata: era qualcosa che doveva aprire una porta che per troppo tempo avevo tenuto chiusa, e Matteuccia ha rotto quella chiusura.
Il Maestro Valmaggia è stato gentilissimo nel farmi avere la registrazione audio di quella seduta. ‘Io sono solo una erborista, la mia casa è lungo lo fiume, Tomasius! Perché tu me voj uccide?’. Cambiando voce, assumendone una maschile cantilenante, la signora proseguì in latino dell’epoca: ‘Item non contentam predictis sed mala malis addendo’. Riprendendo poi la voce di donna disperata: ‘Io non vojo morire a rogo! Mi porteranno su quel rogo con una mitra in testa e un somaru’. Poi urlando: ‘Ho i capelli bianchi! Dal terrore! Tomasius, te maledico ab aeternum! Assassini! Perché vuoi uccidermi tu che mi hai amato? Ti maledico Giudice dei Malefici! Ci so’ quattro omeni a me davanti e Noello Scuderi. Io non voglio morire! Me vojono morta! Tutti me vojono morta!’. Poi, dopo una lunga pausa, ha iniziato con voce maschile a chiamare Bubi e a parlare in tedesco.
Ero perfettamente sveglia e attenta, eppure ero a Todi e ho assistito a quella scena. La sensazione che mi è rimasta è che io potessi essere Tomasius, colui che era stato suo amante e nulla fece per salvarla dal rogo. Fino a quel giorno non avevo mai saputo, pur essendo vissuta in Umbria a poche decine di chilometri da Todi, dell’esistenza di quella erborista arsa sul rogo come strega. Ho fatto una semplice ricerca su internet la sera stessa e, con mio grande stupore, ho trovato parti del processo le cui parole corrispondevano esattamente a quelle pronunciate dalla signora in ipnosi.
Un avvocato di Todi, Domenico Mammoli, raccogliendo la documentazione di quel processo, ha scritto un libro pubblicato dalla Fondazione Centro Italiano di Studi sull’Alto Medioevo di Spoleto, che ho subito ordinato online. L’originale degli atti si conserva nell’Archivio storico comunale di Todi. Matteuccia, originaria del Castello di Ripabianca, viene condannata al rogo il 20 marzo 1428, ritenuta ‘feminam male conditionis vite et fame, publicam incantatricem, facturariam et maliarum et stregam’. All’imputata non fu concesso alcun difensore.
Nella sentenza, riportata in lingua originale e tradotta, con non poco stupore ho letto le esatte parole pronunciate in ipnosi dalla signora: ‘Item non contenta predictis sed mala malis addendo’. Ogni capo di imputazione, dei 30 inseriti nel processo, inizia con le parole che lei ha pronunciato in latino. Erano presenti quattro testimoni, come ha detto la signora in ipnosi. Quello che non è scritto in alcun atto è che a Matteuccia, mentre veniva portata al rogo, divennero improvvisamente bianchi tutti i capelli per il terrore; e nessun riferimento c’è alla sua relazione con Tomasius. Quella donna è stata veramente, in una vita precedente, Matteuccia di Francesco. Perché noi eravamo lì!”.
La trasformazione di Roberta: sciogliere i nodi karmici
Ma non è tutto. Roberta (non è il suo vero nome, ma la chiamo così per rispettare la sua riservatezza), la signora romana protagonista di questa esperienza, aveva condotto la sua vita in modo normale e dignitoso. Non aveva mai avuto però una relazione, anche se in cuor suo desiderava trovare l’amore.
Durante l’esperienza, oltre a rivivere la vita di Matteuccia, rivisse altre due esistenze precedenti che avevano in comune il fatto di essere stata tradita e condotta alla morte proprio dalla persona amata. In una vita, poco prima della seconda guerra mondiale, un suo amore la segnalò alla Gestapo in quanto ebrea e la fece deportare e uccidere in un campo di sterminio. In un’altra vita, nella Francia di qualche secolo fa, un altro suo amore del tempo causò la sua morte violenta.
Nei profondi anfratti dell’inconscio di Roberta erano sedimentate le tracce di morti dolorose causate dalla persona amata. L’associazione non cosciente che aveva fatto per tutta la vita era: “L’amore, le persone amate, sono pericolose; l’amore porta alla morte”. È facile comprendere ora perché Roberta non si era mai autorizzata ad avere relazioni d’amore, pur avendone spesso il desiderio e l’occasione.
Dopo questa intensa regressione, Roberta sciolse nodi karmici fondamentali. Finalmente era libera. Ciò che temeva potesse accaderle nel futuro era invece già successo nel passato, e il passato non poteva più toccarla. La sua vita cambiò totalmente: non solo, a quasi settant’anni, trovò l’amore vero e si fidanzò, ma si iscrisse all’università della terza età e recentemente mi ha detto che vuole scrivere un libro! Effetti collaterali prodigiosi e meravigliosi dell’ipnosi regressiva alle vite precedenti.
Casi come questo nascono da un metodo costruito in oltre trent’anni di lavoro. Se senti il richiamo di scoprire chi sei stato e sciogliere i nodi che ancora pesano sul tuo presente, puoi vivere l’esperienza prenotando una seduta individuale di ipnosi regressiva alle vite precedenti.
Prof. Antonio Valmaggia