Antonio Valmaggia tra gli esperti di Psychologies Italia
1. L’ARTICOLO — Antonio Valmaggia nella selezione “I nostri esperti”
La presenza del Prof. Antonio Valmaggia sulle pagine di Psychologies Italia rappresenta una testimonianza significativa del percorso professionale e formativo che, già allora, lo vedeva impegnato nell’esplorazione della persona, della consapevolezza e delle potenzialità della mente.
Nella sezione “I nostri esperti”, la rivista presenta Valmaggia accanto a professionisti provenienti da differenti ambiti della medicina, della psicologia, della filosofia, della ricerca e della formazione.
La scheda pubblicata da Psychologies ne evidenzia in particolare l’esperienza maturata a Parigi come Rebirther, l’attività di trainer e formatore e il percorso internazionale sviluppato nell’ambito delle tecniche legate al respiro e alla crescita personale.
Viene inoltre ricordato il suo ruolo nella fondazione della SIR – Scuola Internazionale di Rebirthing e di ARIA – Animatori e Rebirthers Italiani, elementi che testimoniano una vocazione che non si limita alla pratica individuale, ma si estende alla formazione e alla trasmissione di metodologie ed esperienze.
La pubblicazione assume un significato particolare anche per il contesto editoriale nel quale compare.
Psychologies dedica infatti quel numero al grande tema del “Diventare se stessi”, affrontando argomenti quali identità, autorealizzazione, paure, relazioni e ricerca dell’Io.
Tematiche che dialogano profondamente con una domanda che attraverserà gran parte del successivo lavoro di Antonio Valmaggia:
quanto conosciamo realmente noi stessi e quanto del nostro potenziale rimane ancora inesplorato?
2. APPROFONDIMENTO — Dal respiro alla coscienza: quando il corpo diventa una porta verso la mente
A distanza di anni da quella pubblicazione, uno degli aspetti più interessanti è osservare come alcuni temi allora considerati prevalentemente parte delle discipline di crescita personale siano progressivamente diventati anche oggetto di ricerca scientifica internazionale.
Il respiro ne è uno degli esempi più significativi.
Respirare è un gesto automatico, ma è contemporaneamente una delle poche funzioni fisiologiche sulle quali possiamo intervenire volontariamente.
Ed è proprio questa caratteristica a renderlo un possibile ponte tra corpo, sistema nervoso, emozioni e stati mentali.
La letteratura scientifica contemporanea sul breathwork sta cercando di comprendere questi meccanismi.
Una meta-analisi pubblicata su Scientific Reports, basata su studi randomizzati controllati, ha rilevato associazioni significative tra pratiche di respirazione volontariamente regolata e riduzioni dello stress percepito, con risultati favorevoli anche per ansia e sintomi depressivi. Gli stessi ricercatori invitano tuttavia alla prudenza: gli effetti osservati sono promettenti, ma servono studi più robusti per evitare che le aspettative superino le evidenze disponibili. (PubMed)
Una revisione sistematica dedicata alla respirazione lenta ha inoltre individuato modificazioni associate all’attività del sistema nervoso autonomo, alla variabilità della frequenza cardiaca e ad alcuni parametri dell’attività cerebrale. Gli autori descrivono il controllo volontario del respiro come un possibile elemento capace di influenzare l’interazione psicofisiologica tra corpo e cervello. (PubMed Central (PMC))
Un’ulteriore revisione di 58 studi sulle pratiche respiratorie per stress e ansia ha osservato risultati favorevoli nella maggioranza degli interventi analizzati, sottolineando l’importanza della pratica ripetuta, della formazione guidata e di protocolli adeguatamente strutturati. (PubMed)
Dal Rebirthing alla ricerca sugli stati di coscienza
È qui che il percorso storico di Antonio Valmaggia acquista una prospettiva particolarmente interessante.
Il Rebirthing appartiene alle pratiche di respirazione ad alta ventilazione che oggi vengono studiate separatamente dalle tecniche di respirazione lenta.
Una review scientifica dedicata proprio all’High Ventilation Breathwork comprende espressamente il Rebirthing tra le pratiche analizzate e descrive come queste metodologie possano produrre importanti modificazioni dell’esperienza soggettiva e di alcuni processi fisiologici e neurofisiologici. Gli autori sottolineano però che le possibili applicazioni cliniche richiedono ancora ricerca rigorosa, insieme a un’attenta considerazione dei profili di sicurezza e delle controindicazioni. (PubMed)
Questo è un punto fondamentale.
Non significa che la ricerca contemporanea abbia scientificamente dimostrato tutte le interpretazioni o le metodologie sviluppate nel corso degli anni nell’ambito del Rebirthing, dell’ipnosi o dell’esplorazione degli stati di coscienza.
Significa qualcosa di forse ancora più interessante: la relazione tra respirazione, corpo, percezione, emozioni e stati di coscienza è oggi un autentico terreno di ricerca scientifica.
Antonio Valmaggia: un percorso che parte dal respiro e arriva alla coscienza
È quindi possibile rileggere quella pagina di Psychologies Italia non soltanto come un documento d’archivio, ma come la fotografia di una fase importante di un percorso molto più ampio.
Dal lavoro sul respiro all’ipnosi.
Dal corpo alla mente.
Dall’esperienza soggettiva all’esplorazione della coscienza.
Dalla pratica alla formazione.
Nel corso della sua attività, Antonio Valmaggia ha progressivamente ampliato il proprio campo di ricerca e insegnamento, sviluppando un approccio nel quale l’esperienza diventa uno strumento attraverso cui interrogarsi sui meccanismi più profondi della persona.
Il filo conduttore rimane la conoscenza di sé.
Non soltanto comprendere razionalmente ciò che siamo, ma creare condizioni nelle quali la persona possa osservare diversamente emozioni, automatismi, percezioni e rappresentazioni interiori.
Ed è significativo che oggi discipline apparentemente lontane — psicologia, neuroscienze, ricerca sulla respirazione, interocezione e studio degli stati di coscienza — stiano iniziando a dialogare sempre più frequentemente intorno a questi temi.
La scienza procede necessariamente con prudenza, verificando singoli fenomeni e distinguendo ciò che è dimostrato da ciò che rimane ancora ipotesi.
L’esplorazione esperienziale procede invece attraverso un’altra domanda:
“Che cosa possiamo scoprire di noi stessi quando impariamo a osservare la mente da una prospettiva differente?”
È nello spazio aperto da questa domanda che può essere letto il percorso del Prof. Antonio Valmaggia: una ricerca iniziata molti anni fa e sviluppata attraverso formazione, esperienza e studio dei diversi modi attraverso i quali l’essere umano può avvicinarsi alla conoscenza di sé.
Dal respiro alla mente. Dalla mente alla coscienza.
La pagina di Psychologies Italia racconta quindi un momento preciso della storia professionale di Antonio Valmaggia.
Ma, osservata oggi, racconta anche qualcosa di più:
l’inizio di un percorso di ricerca sull’essere umano che dal respiro si è progressivamente esteso alla mente, all’ipnosi e all’esplorazione della coscienza.
Un percorso che continua a porre al centro una delle domande più antiche e, allo stesso tempo, più contemporanee:
quanto profondamente possiamo arrivare a conoscere noi stessi?
